Visione sonora
Pop italiano, sì. Con un taglio che si vede da lontano.
Qui la canzone resta sempre al centro. Attorno si muove un paesaggio che cambia luce a ogni uscita. A tratti il passo diventa più fisico. Altrove tutto rallenta e prende una sfumatura sospesa. La scrittura rimane ben ferma senza scivolare nell'effetto.
Dentro queste release si sente un amore chiaro per un immaginario che arriva da un altro tempo senza ridursi a una citazione. Il suono guarda indietro quando serve a dare profondità al presente. Ogni brano lascia addosso un colore che continua a vibrare dopo l'ascolto.
fuori (dal cellulare) sposta questa ricerca verso un gesto semplice: uscire dal flusso continuo e ritrovarsi nello stesso spazio. L'immaginario analogico non resta decorazione e diventa il modo per riportare il contatto al centro dando alla nuova uscita un volto immediatamente riconoscibile.
Con Interludio (chiamata persa) il percorso si concede una forma più breve. In 1:28 il repertorio racchiude la fine e l'inizio di un passaggio durato un anno lasciando aperto ciò che verrà.
Una musica che lascia entrare l'immagine senza soffocare la canzone e proprio per questo continua a restare vicina.